House Party vi ruba i dati? Ecco la verità

House Party è una delle applicazioni letteralmente “Scoppiate” nell’ultimo periodo, complice la quarantena, questa applicazione vi consente di videochiamare i vostri amici in comode chat a 4. Un vero proprio party fatto in casa.

Moltissimi utenti hanno scaricato questa applicazione portandola al 6 posto tra le applicazioni scaricate negli Stati Uniti. Anche in Italia l’applicazione sta salendo tutte le classifiche di download, complice il tempo libero e la voglia di conversare in video con più amici.

Ma, come sempre con il boom delle applicazioni sorgono i primi problemi di sicurezza e di gestione dei dati. 

L’applicazione fa capo alla Epic Games, società dedicata ai videogiochi con sede negli Stati Uniti e oltre 700 dipendenti.

Una bufala corsa su Whatsapp e online però ha scosso questa società infatti, il messaggio che recitava 

“Per chi avesse utilizzato House Party per le videochiamate mi stanno dicendo che rubano i dati per finalità illecite, per cui bisogna cancellare l’account dalle impostazioni. Condividi”.

Un messaggio molto netto e chiaro che lascia presagire che l’applicazione non sia al quanto sicura.

Dopo questo boom di condivisioni l’azienda è corsa subito ai ripari in una intervista sul quotidiano The Sun, dove l’azienda negava ovviamente qualsiasi attacco Hacker e qualsiasi compromissione dei dati sui dispositivi degli utenti.

Gran parte delle segnalazioni che accorpavano queste accuse sono state fatte da degli utenti su Twitter, peccato che come fa notare l’azienda, gli account ora risultino sospesi e i commenti cancellati, come se fossero stati pilotati per creare questa campagna di disinformazione plateale per danneggiare l’azienda.

In più l’azienda ha messo 1 milione di dollari come taglia per qualsiasi persona riesca a dare informazioni su chi potrebbe aver dato il via a questo spirale di false condivisioni, il sospetto della azienda è quello che qualche concorrente abbiamo voluto mettere il bastone tra le ruote visto l’enorme successo della applicazione negli ultimi tempi.

Il consiglio del team di Frode-Internet è sempre quello di usare password univoche è con qualche carattere di punteggiatura per rendere difficile l’autenticazione anche a chi volesse farci un dispetto.

 

Le bufale più gravi sul coronavirus: stanne alla larga!

Da quanto è stata proclamata emergenza globale riguardo il coronavirus, sul web non mancano le bufale con l’unico obiettivo di acchiappare click dagli utenti più vulnerabili e chiaramente preoccupati e curiosi. Noi invece facciamo l’opposto: mettiamo chiarezza!

Abbiamo deciso di raccogliere un po’ di fake news sull’epidemia dell’Asia Orientale e suggerirvi quelle che sono le fonti affidabili e quelle da cui starne alla larga.

Dalle Big Pharma che avrebbe generato appositamente il coronavirus per aumentare i profitti o il noto medico Li Wenliang che per i complottisti sarebbe stato assassinato per far mantenere il silenzio. Ma quanto di ciò che è stato diffuso in rete è vero oppure no?

3 Fake news sul coronavirus che devi sapere

Abbiamo elencato solamente 3 fake news sul coronavirus, in realtà sono molte altre, ma attualmente preferiamo attenerci solamente a quelle da “leggenda”.

Per non parlare di quante notizie false sulle donazioni di sangue siano state messe in rete.

Nessun africano è geneticamente resistente al coronavirus

Nessun individuo e né tanto meno gli africani, sono resistenti all’epidemia Covid-19. Ultimamente sarebbe uscita una notizia (sul magazine di bufale CityScrollz) il quale sosteneva che la medicina cinese era al corrente di quanto

grazie alla composizione genetica del sangue del popolo africano, tipica dell’Africa subsahariana, non esiste pericolo di contagio”.

Chiaramente la fake news è stata subito smentita da fonti e studi medici autorevoli.

Il Covid-19 non è stato creato in un laboratorio

Subito dopo la propagazione dell’epidemia coronavirus, in rete circolavano video (montati ad HOC) e articoli che sostenevano della possibilità, che Cina e USA avessero potuto creare in grande laboratorio il microrganismo acellulare che ad oggi è diffuso in tutto il mondo.

Anche il TGCom24 ha riportato quanto sarebbe stato scritto dalla fonte dubbia sulla malattia, ovvero: “il coronavirus è uscito da un laboratorio vicino al mercato di Wuhan”.

In realtà su questo argomento ci sarebbe da scavare a fondo, perché se da un lato nessuno ha confermato la verità, non c’è neanche una fonte che abbia smentito quanto sarebbe accaduto. Chiaramente l’unica cosa è che non si tratta di alcuna tesi complottista.

Semmai ci sarebbe la possibilità che un laboratorio abbia potuto lasciar sfuggire il virus Covid-19 (già esistente) a causa di alcune distrazioni di un mancato e opportuno adeguamento biologico.

Prevenzione coronavirus? Non esiste alcun medicinale

C’è chi addirittura, per trarne un profitto economico o semplicemente per stupidaggine umana, sostiene che con l’uso di alcuni antibiotici, antipiretici o paracetamolo, sarebbe possibile prevenire il coronavirus.

Insomma al momento l’unica prevenzione utile sarebbe quella di non frequentare luoghi troppo affollati, pulire spesso le mani (l’igiene al primo posto) e soprattutto evitare contatti da chi è stato in vacanza o per lavoro, dalla Cina e Asia Orientale.

Attenzione alla email truffa per il rinnovo di Ionos ( Domini e servizi email )

Dopo aruba, anche Ionos ( Azienda Tedesca di servizi per web ) è caduta vittima del tentativo di phishing messo in atto contro gli utenti che utilizzano normalmente il loro servizio.

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Come difendersi dalle recensioni negative senza rischi

Ti sei sempre chiesto come è possibile difendersi dalle recensioni negative? Possibilmente hai un’attività commerciale e spesso hai trovato dei feedback da parte chi, possibilmente non hai mai visto acquistare il tuo prodotto o godere del tuo servizio o ne ha parlato male.

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Come riconoscere iPhone falsi o ricondizionati

Hai avuto il dubbio di aver trovato iPhone falsi ma non sai come riconoscerli? Purtroppo il web è pieno di gente pronta a truffarti, per questo motivo vorremmo farti aprire gli occhi affinché tu non cada in questi raggiri. Come evitare di acquistare un melafonino clone?

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Facebook ignorerà i controlli sulle fake news politiche

Dopo lo scandalo di Cambridge Analytica avvenuta su Facebook, il social network di Menlo Park continua a suscitare dubbi sulla sua autorevolezza riguardo gli annunci pubblicitari politici. Tra le ultime novità di Zuckerberg vi sarebbe una piccola modifica.

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Cosa sono i deepfake e cosa si rischia davvero?

Sai cosa sono i deepfake e perché dovresti starne alla larga? Così come le notizie false, anche questa tecnologia che sfrutta l’intelligenza artificiale, simula un video in cui personaggi famosi o noti volti della TV espongono le cose più assurde mai esistite.

Rispetto ad una fake news, il video potrebbe risultare più credibile, di conseguenza molta più gente potrebbe abboccare. In realtà è tutto un falso: tra le truffe più diffuse online l’ultima tecnologia è proprio quella del deepfake. Ma come si crea, è davvero così facile?

Come si crea un deepfake e quanto può essere pericoloso

Il deepfake non è altro che un video di immagini sovrapposte acquisite dall’intelligenza artificiale, che a sua volta è in grado di apprendere velocissimamente grazie alla presenza del suo algoritmo complesso che simula la struttura dei neuroni (dette anche reti neurali artificiali).

Online si possono trovare software e programmi in grado di sfruttare il deepfake. Per farlo però non basta usufruire dell’algoritmo spiegato prima, ciò viene combinato con il GAN, ovvero Generative Adversarial Network, ovvero una rete antagonista generativa.

Il GAN a sua volta di distingue per due differenti reti neurali che vanno in contraddizione tra loro:

  • Generatore: la cui finalità è quella di acquisire sempre più dati, chiaramente falsi ma con l’obiettivo di sembrare veri.
  • Discriminatore: verificare la credibilità e veridicità dei dati del generatore.

Affinché un video risulti vero, gli algoritmi hanno necessità di acquisire sempre più dati nuovi. Per esempio tantissime fotografie della “vittima” che apparirà nel filmato. Se ti fosse sfuggito, poco tempo fa Striscia La Notizia mandò in onda il video falso di Renzi.

Quest’ultimo venne realizzato dal programma di Antonio Ricci per pura satirica. Osservando attentamente il contenuto, si può notare che il collo di Matteo Renzi è “taroccato”, ma capisci bene che in diretta TV e senza porre attenzione, il filmato sembra più che veritiero

Quali sono i rischi più grossi per i deepfake?

Dopo averti spiegato cosa sono i deepfake è bene esporre i rischi alla quale potrai incorrere. Se un malintenzionato decidesse di ricattarti potrebbe sfruttare benissimo questa tecnologia grazie ai software diffusi sul web.

Immagina il cattivo di turno minacci di mandare a tua moglie (o viceversa) un filmato in cui mostra il tuo tradimento (chiaramente fittizio). Anche se tu fossi convinto di non averlo mai fatto, con il deepfake accadrà l’esatto opposto: il tuo viso sarà presente in un video hard.

Molti volti di personaggi pubblici vengono utilizzati ogni giorno per dare sfogo ai propri desideri sessuali o peggio ancora, per ricattare ed estorcere denaro. Ma com’è possibile difendersi dai deepfake?

Come far uscire allo scoperto un deepfake?

Sviluppare un sistema di intelligenza artificiale e machine learning in grado di riconoscere un deepfake non è facile. L’impresa però, sembrerebbe esser stata compiuta da alcuni ricercatori esperti dell’Università Tecnica sita a Monaco.

Essi avrebbero dato vita a XceptionNet, un software basato sull’apprendimento automatico in grado di analizzare e tracciare la presenza di alcuni dati manomessi o fotomontaggio.

Il programma è ancora in fase di ottimizzazione, l’obiettivo è quello di raggiungere la quasi totalità e perfezione per smascherare un deepfake (ovvero un video falso).

Shopping e furti online: i consigli di Panda Security su come denunciarli

Il Black Friday rappresenta per gli amanti dello shopping una vera miniera di opportunità, l’occasione di trovare l’oggetto del desiderio ad un prezzo irripetibile. Prolungato prima dalla Black Week e poi dal Cyber Monday, questo momento dell’anno è anche terreno fertile per moltissime truffe online che sfruttano l’euforia generata dalle vantaggiose offerte proposte. Per i consumatori è davvero facile confondersi e non riuscire a riconoscere le offerte “reali”, rischiando non solo di perdere il denaro della transazione ma anche il furto dei dati o l’esposizione fraudolenta degli stessi. Chi è vittima di queste truffe deve segnalarle immediatamente alla Polizia Postale per evitare che “l’offerta” resti online e possa continuare ad attirare altri utenti.

La Polizia Postale – più correttamente la Polizia Postale e delle Comunicazioni – è una delle organizzazioni di tutela dei cittadini più citate negli ultimi anni per il ruolo fondamentale che essa riveste nell’era di Internet. È possibile rivolgersi alla Polizia Postale per sporgere denuncia per tutti i reati relativi a dispositivi o comunicazioni telematiche (a distanza e con mezzi elettronici) o realizzati attraverso di essi.  Rientrano in questi casi i dialer, cioè l’addebito all’utente di servizi a tariffazione speciale accessibili tramite banner o programmi non segnalati in modo comprensibile, le truffe relative sia alle operazioni di vendita che di acquisto tramite piattaforme online, l’intrusione informatica, il phishing e l’utilizzo illecito di carte di credito online.

Panda Security suggerisce alcune semplici operazioni da attuare in caso di attacco informatico prima della segnalazione alla Polizia Postale, per supportare al meglio gli inquirenti durante le indagini:

  • Salvare una copia di messaggi, file e conversazioni relativi al reato che potrebbero consentire di ottenere un risarcimento.
  • Cambiare subito tutte le password dei profili più importanti, nel caso di accessi illegali ad account e furti di dati personali;
  • Bloccare la carta di credito chiamando l’apposito numero della banca

Inoltre Panda Security ha pensato a semplici regole di buona condotta per prevenire attacchi di ogni tipologia durante periodi insidiosi come la black week:

  • Utilizzare password sicure.
  • Installare un software di cybersicurezza potente.
  • Mantenere aggiornato il sistema operativo.
  • Fare attenzione a link e download di phishing.
  • Fare una copia di backup dei tuoi file e dati più importanti, sul cloud o su un hard disk esterno.
  • Utilizzare sempre l’autenticazione a due fattori, quando disponibile.

Le merendine Balconi hanno pastiglie al loro interno? No, aiutaci a fermare la bufala

La bufala come sempre nasce dalla condivisione di una stupida catena che viene rimandata tramite tag e condivisione su Facebook, un messaggio scritto in Italiano corretto che si appoggia alla recente bufala delle merendine provenienti dalla Turchia e infarcite di pastiglie che rappresentavano un ovvio problema di salute per la gente.


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