7 Pratici consigli per essere al sicuro durante il Black Friday e il Cyber Monday

In arrivo il Black Friday: previsto per il 23 novembre mentre il Cyber Monday per il successivo 26 novembre. In questi due giorni, noti perlopiù agli amanti dello shopping, sarà possibile comprare prodotti sia online che offline accedendovi con scontistiche davvero interessanti.

Il Black Friday (o venerdì nero) rappresenta una vera e propria moda nata negli Stati Uniti e diffusasi successivamente in Europa, prima nei paesi anglosassoni e adesso anche in Italia. Durante il Black Friday, ma anche duranta il Cyber Monday (l’occasione successiva per acquistare a prezzi convenienti focalizzata sui prodotti digitali) è possibile comprare online e non prodotti di ogni tipo: occasione da non farsi sfuggire neanche per acquistare i regali di Natale. Il rischio di contrarre qualche truffa è senz’altro più elevato visto il crescere degli avventori agli acquisti proprio in questi giorni: buona norma è prestare attenzione quando si acquisti sui siti web non propriamente famosi. I Black Friday di Amazon, Zalando ed eBay, ad esempio, sono appuntamenti sicuri e affidabili, pur con le riserve del caso ampiamente discusse nel nostro sito web. Esistono, comunque, buone norme per praticare acquisti sul web e, in via generale, per non essere vittime di frode così facilmente: proprio in virtù di questo weekend lungo del risparmio, vogliamo rimandare i nostri lettori a questa pratica guida redatta da chi di risparmio se ne intende (il sito web Espertodelrisparmio.com) e pertanto vuole tutelarci al meglio dalle truffe online.

 

Alcuni nostri consigli per stare più al sicuro:

1) Verificare l’identità di chi vende e stare alla larga da venditori che pubblichino recapiti poco chiari e volutamente svianti.

 2) Leggere sempre le recensioni di chi abbia già acquistato facendo caso alla veridicità di queste ultime.

 3) Controllare sempre la presenza di un marchio di fiducia a garanzia della compravendita.

 4) Valutare la presentazione del sito e l’affidabilità conferita a quell’annuncio.

 5) Ricordarsi sempre di leggere le informazioni sulla tutela del consumatore e le politiche di reso/rimborso.

 6) Optare sempre per pagamenti sicuri e tracciabili. Utilizzando moduli per le carte noti come Stripe oppure Paypal, assicurandosi sempre che nella barra degli indirizzi sia presente il protocollo HTTPS.

 7) Prestare attenzione ai prodotti ricondizionati assicurandosi che lo siano davvero e che siano stati trattati con professionalità.

 7 pratici e immediati consigli che saranno certamente molto utili per fare acquisti online in tutta sicurezza, facendo sì che Black Friday e Cyber Monday siano giorni da ricordare felicemente.

Sicurezza informatica: un punto importante per ogni brand

La sicurezza informatica è un punto importante per ogni dispositivo, poiché senza la giusta protezione malintenzionati potrebbero appropriarsi di dati personali, anche sensibili, oltre che fare danni ai vostri apparecchi.

Cos’ è la sicurezza informatica?

Per sicurezza informatica può in generale intendersi l’insieme dei mezzi e delle tecnologie tese alla protezione dei sistemi informatici circa disponibilità, confidenzialità e integrità dei beni o asset informatici.

Un sinonimo spesso usato è cybersecurity, anche se questo termine ne rappresenta una sottoclasse essendo quest’ultimo ambito riferito alla sicurezza informatica, che dipende solo dalla tecnologia informatica.

Nella sicurezza informatica sono coinvolti elementi tecnici, organizzativi, giuridici e umani che fanno in modo insieme di scongiurare, proteggere, e nel caso di attacco, rispondere alla minaccia in maniera adeguata.

L’approccio odierno alla cybersecurity si focalizza sul cosa fare per prevenire e intervenire in caso di attacco.

Le linee guida sono dettate dal NIST (National Institute of Standards and Technology), le quali prevedono i seguenti macro-processi:

  • Identifica;
  • Proteggi;
  • Rileva;
  • Rispondi;
  • Ripristina;

Sicurezza informatica: un problema anche per il marketing

Anche i marketer hanno dibattuto a lungo sulla questione sicurezza informatica, poiché la gran parte delle aziende è ormai online e sotto potenziale attacco di malintenzionati che potrebbero creare danni ingenti ai vari brand che si presentano online per vendere i loro prodotti/servizi, mettendo in pericolo anche i dati sensibili di milioni di utenti, che potrebbero cadere nella mani sbagliate.

Come si apprende sul marketing magazine Pop Up, all’annuale conferenza dedicata al mondo del marketing e della pubblicità in Gran Bretagna, si è dibattuto molto sul tema.

Infatti ad essere a rischio vi sono la reputazione e la sicurezza del marchio e gli inserzionisti devono fare qualcosa per tutelare i brand da eventuali danni d’immagine e frodi. Nello specifico molto prezioso si è rivelato l’intervento di Keith Moor, CMO di Santander, ha affermato che il settore sta ancora parlando di questi problemi e ciò è il sintomo che la questione non è per niente risolta e gli inserzionisti hanno bisogno di “partecipare attivamente” per risolvere questi problemi che si stanno facendo sempre più impellenti. Quindi la mano passa anche alle web agency che si occupano di realizzare e gestire i siti per i diversi clienti.

Ancora, Moor ritiene che le marche devono essere più attive e più partecipative, anche costituendo dei gruppi di discussione e azione sull’argomento. Inoltre aggiunge che è intrinsecamente connaturato ad ogni nuova opportunità la nascita di diversi problemi, parimenti cita l’esempio dei problemi creati dall’innovazione digitale per il settore bancario, che non sono certo diversi, poiché anch’essi sono soggette a frodi e truffe.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Moor è stato Martin Bromfield, vicepresidente della società di pubblicità di comScore, il quale si è unito a Moor, affermando che questi problemi saranno passati entro il prossimo anno. Ha citato inoltre il discorso di Marc Pritchard di P&G, sottolineando la cattiva pratica insita nella pubblicità digitale e che questo rappresenta un punto di svolta.

Nello specifico egli sostiene:

“Abbiamo tutti un grande debito di gratitudine verso Marc Pritchard. Non tanto per la novità – visto che è una realtà affrontata da anni – ma il fatto stesso che sia venuta da una figura così potente e che è in possesso di un’enorme importanza”.

 

Insomma l’argomento sicurezza informatica è sempre di stretta attualità, ma ben lungi dall’essere risolta permanentemente.

Come difendersi dal phishing

Il phishing è una forma di cybercrime oramai vecchia e conosciuta ma ancora in grado di fare vittime in giro per il mondo. Funziona in questo modo: si riceve via email una comunicazione maligna, ma apparentemente genuina, che invita ad aprire un documento in allegato o a visitare un certo sito web dove, sempre più spesso, si chiede di inserire informazioni personali. In realtà, dietro ai portali ci sono hacker e criminali informatici che mirano a rubare le credenziali di accesso a vari servizi, di home banking o posta elettronica, per proseguire con campagne globali di violazione e sottrazione delle identità. Ad accelerare l’azione c’è una conseguenza ogni volta tragica: fai così per non perdere i tuoi soldi oppure clicca se non vuoi essere denunciato e anche l’azione è necessaria e immediata oppure disattiveremo il tuo conto. Spesso quel conto gli utenti nemmeno lo hanno, ma la paura detta il click.

Per quanto riguarda gli allegati invece, si tratta di falsi file di testo, Excel o presentazioni, che nascondono estensioni eseguibili e che, una volta cliccate, installano sul computer o sul dispositivo mobile una qualche forma di virus, malware, spyware o ransomware, sempre con l’obiettivo di ottenere un accesso privilegiato a dati sensibili e contenuti, utili per spostare valute da un conto all’altro, creare catene di email farlocche (ma dal mittente valido) e compiere tante altre attività illecite, fingendosi qualcun altro.

Sicurezza vigile

Le principali soluzioni di protezione digitale sanno riconoscere i tentativi di phishing. Con Avira Security ci si dota di uno strumento leggero e versatile per la sicurezza dei propri device, sempre aggiornato e in grado di riconoscere le forme più o meno comuni di truffa, veicolate tramite email e siti web. Se Avira Security è un tool indispensabile con cui vivere con maggiore tranquillità le giornate connesse, per difendersi in maniera adeguata c’è bisogno di un’attenzione costante e una prevenzione sul nascere, che si attua solo conoscendo come agiscono i cybercriminali. Ecco i consigli che possiamo darvi.

Le buone norme

 

  1. Restare aggiornati sulle tecniche di phishing: nascono ogni giorno nuovi metodi e tipologie di truffe. Senza stare al passo dei cambiamenti, potreste inavvertitamente cadere preda di una di queste. Tenete gli occhi aperti informandovi su portali e siti specializzati, come il nostro blog.

  1. Pensare prima di cliccare, soprattutto quando non si è certi, o non si conosce, il mittente di una email o di un messaggio in chat (anche su Facebook Messenger). Una comunicazione farlocca può ospitare loghi e grafiche identiche a quelle dell’azienda o dell’istituto che imita, e anche il sito web, una volta raggiunto, replica con estrema somiglianza l’originale. In caso di dubbio, meglio andare direttamente alla fonte, telefonando e chiedendo se l’avviso è reale, piuttosto che seguire un collegamento potenzialmente dannoso. Diffidate delle richieste di aiuto giunte per posta elettronica, così come delle promesse di vincite milionarie e di buoni sconto da riscattare cliccando qui. No, non cliccate.

  1. Installare una barra anti-phishing sul browser. I software di navigazione odierni possono essere personalizzati con elementi di difesa e anti frode. Tra questi c’è Avira Browser Safety, che esegue controlli rapidi sui website che si stanno visitando e li confronta con elenchi di destinazioni segnalate come phishing. Se si incappa su in un sito malevolo, la barra invia un avviso a riguardo, invitando ad abbandonare la pagina. Un ulteriore livello di protezione completamente gratuito e che blocca anche i fastidiosi pop-up, non di rado vettori di pericolosi box pirata.

  1. Assicurarsi della presenza dei certificati. È naturale volerci andare piano nel fornire informazioni finanziarie online. Finché si è su un sito sicuro, tuttavia, non si dovrebbe incontrare alcun problema. Importante allora verificare che un website cominci con il suffisso “https” e che al fianco abbia un’icona a forma di lucchetto chiuso. Ciò vuol dire che quel portale integra tutte le precauzioni basilari per proteggere i navigatori. In assenza di queste meglio fermarsi e non proseguire nell’immissione dei dati sensibili.

  1. Usare i firewall. Quelli di qualità, tra cui il modulo adottato da Avira Internet Security Suite, fungono da scudo tra l’utente, il computer e gli intrusi esterni. Per avere la sicurezza massima se ne dovrebbero adottare due: uno software, come appunto quello offerto da Avira, e uno hardware, declinato in uno scatolotto da collegare alla propria sorgente internet, modem o router, che controlla a monte il traffico in ingresso e in uscita.

Insomma, il mix perfetto per evitare il phishing è fatto di precauzioni durante la navigazione, ma anche tanto cervello. Ai giorni nostri meglio farsi una domanda in più, prima di credere a ciò che leggiamo sullo schermo, perché anche se la tecnologia evolve, ci sarà sempre qualcuno pronto a sfruttare l’inesperienza e l’eccessiva ingenuità delle persone.

Whatsapp non Farà Pagare i Backup, Attenzione all’ultima Truffa Online

Il pericolo sul web e per i meno esperti è sempre dietro l’angolo. Infatti di recente i cyber criminali hanno stanno facendo girare una “Catena di Sant’Antonio” su Whatsapp non veritiera.

Chi ha architettato la truffa a sua volta ha strutturato un messaggio in cui spiega che l’applicazione di messaggistica più popolare al mondo avrebbe cambiato politiche e adesso i backup sarebbero a pagamento.

L’evento vero del 12 novembre che Whatsapp ha architettato

La notizia reale è stata comunicata recentemente da Whatsapp, ovvero che dal 12 novembre 2018 il team di sviluppatori cancelleranno dai server le vecchie chat (presenti sull’app da oltre un anno).

In occasione di tale data i malviventi del mondo digital hanno “pensato bene” di riportare nel messaggio fake la data per far combaciare la vera news e far cascare qualche utente nella loro trappola.

Come continuare salvare le vecchie chat senza pagare

Attualmente nonostante la volontà di Whatsapp di eliminare i vecchi backup dai loro server, l’applicazione di messaggistica non ha lanciato alcun servizio a pagamento.

Gli hacker però hanno messo su un business piuttosto ingannevole, infatti qualora si cliccasse sul link all’interno del messaggio fake, quest’ultimo rimanda ad una pagina in cui vengono mostrati alcuni abbonamenti.

Il canone proposto in quella pagina non ha nulla a che vedere con Whatsapp, piuttosto per continuare il salvataggio gratuito delle vecchie chat, la soluzione è quella di portare tutto su un servizio cloud.

Tra gli spazi d’archiviazione esterni più conosciuti vi rientrano certamente Google Drive o l’iCloud di Apple.

Per restare in tema “privacy e sicurezza informatica” uno degli errori più comuni di chi casca nelle trappole dei malviventi è quello di affidarsi a qualsiasi fonte letta sul web.

Le grosse aziende e società come Whatsapp (appartenente oramai a Facebook Inc.) non comunicheranno mai i cambiamenti tariffari tramite una catena di Sant’Antonio.

Attenzione alla truffa della ” Triangolazione “: Anche se pagano tramite Paypal

I nostri cari amici truffatori sono sempre all’avanguardia, e l’ultima arrivata nel campo delle truffe è quella della ” Triangolazione “, ma vediamo subito in cosa consiste questa ennesima truffa.

Noi mettiamo in vendita un computer e riceviamo i soldi da un acquirente X su Paypal, una volta arrivati i soldi ci verrà fornito un indirizzo di spedizione che puntualmente non sarà uguale a quello della malcapitata che paga.

Una volta ricevuto il pacco però, il truffatore farà sparire la merce e voi riceverete l’email dal pagatore che non ha ricevuto la merce.

In questo caso la vittima è il venditore, che spedendo il computer senza controllare l’indirizzo giusto si vedrà sottratto sia del pacco sia dei soldi, che giustamente l’altra vittima richiederà anche tramite il programma di protezione di Paypal.

Questa truffa vede una particolare destrezza da parte del truffatore, che una volta accordatosi per l’acquisto di quel computer, ricrea molto rapidamente un annuncio del tutto uguale al nostro cosi un altro malcapitato provvederà al pagamento sul nostro account PayPal al poste del truffatore, che ritirerà il computer appena arrivato facendo perdere le sue tracce.

Paypal non ci può salvare

In questo caso PayPal non ci può proprio salvare anzi, il programma protezione ci impone o di spedire il computer ( Che in questo caso il nostro computer o altro sarà già in mano del truffatore ) o di restituire i soldi alla malcapitata che ha pagato in buona fede sul nostro account.

Vi ricordiamo sempre che PayPal protegge al massimo ( A volte anche troppo ) chi invia soldi, permettendogli di contestare i pagamenti a tempo di record e di schierarsi sempre al loro fianco.

Come scampare alla truffa della triangolazione?

Quando comprate controllate sempre che:

  1. Indirizzo di pagamento e di spedizione corrispondano.
  2. Fatevi dare un documento di riconoscimento per essere sicuri di parlare con la stessa persona.
  3. Cercate un contatto telefonico e chiedete qualcosa che può essere visto solo sulla ricevuta della transazione tramite paypal

Cercate sempre di fare attenzione sia a chi mandate i soldi sia a chi vi paga i prodotti, i truffatori sono sempre in costante evoluzione è noi abbiamo sempre meno tempo per controllare che sia tutto corretto durante la transazione, loro giocano molto su questo fattore.

Avete un sito/servizio con Aruba? Fate attenzione alla finta email di rinnovo che vi arriva

I truffatori hanno deciso di alzare il livello della competizione, e vanno a colpire una delle maggiori aziende fornitrici di Hosting in Italia, la truffa si compone di una finta email molto simile a quella del rinnovo normale, infatti aprendo il link compare un modulo di pagamento Paypal che una volta pagato non vi permetterà di vedere più i vostri soldi.

Aruba ovviamente è la vittima, ma essendo una delle più grosse aziende fornitrici di servizi Web come ( Hosting, Pec, Email, Firma Digitale e altro ) la platea di clienti colpiti risulta veramente vasta, come le vittime ingenue davanti al pagamento di pochi euro accettano di inviare il pagamento tramite la prima email che arriva.

La frode è talmente fatta bene anche per via del modulo che si apre una volta cliccato sul link, rappresenta fedelmente il modulo di rinnovo e di pagamento che l’azienda utilizza solitamente per questo tipo di procedure.

Possiamo recuperare i soldi inviati nella truffa del finto modulo di Aruba?

No attualmente non è possibile recuperare i soldi inviati tramite questo metodo di pagamento, essendo la cifra molto bassa e quindi al di fuori della soglia assicurata da molte carte di credito.

L’importante e segnalare questo articolo a tutti gli amici che conoscete per evitare che cadano vittime di questa truffa.
Ovviamente vi rimane sempre la possibilità di segnalare l’eventuale pagamento ormai avvenuto alla polizia postale che raccoglierà più informazioni possibili per tentare di fermare questa rete di truffatori.

Come possiamo segnalare eventuali nuove email marchiate Aruba?

Aruba che ovviamente è vittima di questa storia ha messo a disposizione due link, uno per rimanere sempre aggiornati sulle eventuali truffe che usano i loro loghi e potete trovarlo qua: Link 

Invece a questo form potete segnalare le email che ricevete  in formato .eml o .msg compilando il form sulla nostra pagina dedicata: Link

 

Vendeva scarpe di marca low cost su Instagram, l’account però era fake

Prima di acquistare online è sempre bene informarsi sul venditore, specialmente in un social network come Instagram o Facebook a cui può accedere chiunque.

Tra i raggiri più comuni c’è proprio quello inerente all’inesistenza di prodotti, che vengono sponsorizzati sui social network. Un caso recente è accaduto proprio su Instagram.

Scarpe di marca low cost su Instagram, mai vendute e esistite

Un caso recente è avvenuto ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia. Il malintenzionato utilizzava dei profili fake su Instagram per attirare clientela, con foto e video di scarpe di marca a bassissimo prezzo.

Peccato però che tutti i prodotti sponsorizzati sulla pagina, in realtà non esistevano, o meglio, il profilo falso le prendeva dal web per poi far finta di avere un suo magazzino.

Non appena i clienti inviavano il pagamento (purtroppo con carte prepagate) il fatidico venditore di scarpe da running di noti brand spariva. In più bloccava i “clienti” per evitare di ricevere troppi messaggi in direct.

Le accuse ricadono su un napoletano di 30 anni

Grazie alla segnalazione di una ragazza 25enne di Albinea, nonché una delle molteplici vittime del truffatore, la Polizia postale è riuscita a risalire al colpevole, un uomo di 30 anni residente a Napoli ma nato a Latina.

Per il colpevole non c’è stato nulla da fare, nonostante il vano tentativo di cancellare la sua identità dai social network, le forze dell’ordine sono risalite a lui.

La polizia raccomanda sempre di usare metodi di pagamento sicuri quando si acquista online, in modo tale da tenere un tracciamento e da poter risalire facilmente a chi ha architettato il crimine.

Profili fake sui social network in aumento

Man mano che il tempo passa, anche i metodi per raggirare gli utenti sono sempre più evoluti.

I malintenzionati del web le inventano tutte pur di poter trarre “profitti facili” ingannando i neofiti o i più inesperti del mondo di internet.

Per qualsiasi denuncia da un po’ di tempo, è possibile scrivere alla Polizia Postale dettagliando la segnalazione e avvertendo del potenziale rischio di frode.

Attenzione alla nuova truffa del finto rimborso Bnl

I nostri cari amici tornano alla carica con l’ennesima truffa che usa il nome della Bnl ( Banca Nazionale Del Lavoro ) adducendo un presunto rimborso di una cifra che varia dalle poche decine di euro a qualche centinaia.

Piccolo importi per far cadere la vittima nel tranello

Il nuovo stratagemma usato sembrerebbe molto più astuto delle vecchie email che promettevano rimborsi milionari dati da un lontano parente venuto a mancare.
Questa volta una semplice email in un Italiano corretto ci invita a cliccare sul link per impostare un rimborso di una cifra bassa che lascia pensare che potrebbe anche essere una cosa vera.

L’attacco phishing arriva in molti casi nella casella spam, ma se ci troviamo di fronte a questa email il nostro consiglio è ovviamente quello di cestinarla direttamente.

* Ricordatevi sempre che la vostra banca non comunicherà mai con voi se non a mezzo Pec, non riceverete mai un rimborso via email tradizionale non essendo uno strumento sicuro e rintracciabile.

Come sapere se il telefono usato che stiamo per acquistare è rubato

Quando acquistiamo uno smartphone online c’è sempre il rischio di comprare un dispositivo rubato. Che sia un Iphone o un Samsung corriamo quotidianamente il rischio di comprare ad un prezzo molto alto un prodotto che probabilmente non potremo mai usare, anzi rischieremo anche di dover rispondere alle autorità giudiziarie del perché siamo in possesso di un cellulare rubato.

3 Mosse per capire se il cellulare è rubato

  1. Occhio al prezzo
    Quando un prodotto nuovo costa 1000 euro e usato dopo 3 settimane ci viene venduto a 500 euro dovrebbe essere un grosso campanello d’allarme. Perché un prodotto che ha solo 3 settimane ci viene venduto alla metà del suo prezzo?
    Probabilmente siamo di fronte ad una truffa e stiamo per pagare un prodotto che nel migliore dei casi non ci verrà mai consegnato, altrettanta è alta la possibilità che il telefono che ci viene consegnato è rubato.
  2. Non comprare prodotti senza scatola
    Se un telefono è abbastanza nuovo è indubbio che durante l’acquisto vogliamo pretendere che ci sia la scatola, evita di acquistare prodotti che hanno solo il cavo e magari nemmeno quello originale.
  3. Controlla sempre se possibile l’imei del dispositivo
    L’imei e una sorta di carda d’identità che viaggia con il dispositivo, se stiamo comprando il telefono da uno sconosciuto cerchiamo sempre di controllarlo, per evitare che compriamo un cellulare il quale l’imei è già stato segnalato come rubato.
    Per controllarlo possiamo usare questi tre siti internet che mettono a disposizione un grosso catalogo sempre aggiornato di tutti gli imei che vengono segnalati come rubati.

International Numbering Plans (gratuito)
IMEI.info (gratuito )
CheckMEND (Il più completo ma costa 2,50 euro per ogni ricerca).

Attenzione ai cellulari in abbonamento

Un altro grosso rischio comprando online è quello di acquistare un cellulare bloccato dalla compagnia telefonica, ovviamente quando compriamo il telefono funzionerà correttamente, ma dopo qualche settimana il proprietario smetterà di pagare l’abbonamento ( Di solito intestato a stranieri non più residenti in Italia o a società fittizie che non esistono se non sulla carta. ) quindi ci ritroveremo un dispositivo pagato molti soldi che se vorremmo utilizzare ci toccherà continuare a pagare in abbonamento. ( Se la compagnia telefonica ci consentirà di proseguire con il pagamento ).

Cerchiamo di prediligere l’acquisto su piattaforme sicure come Iphoneme.it trendevice.com piattaforme sicure dove il dispositivo che riceveremo saremo sicuri non sia un dispositivo rubato o ancora da pagare.

Frode su Internet: utenti raggirati per colpa di un banner pubblicitario

Ancora una volta è sorto un altro tentativo di frode online. I truffatori hanno cercato di raggirare gli utenti sul web fingendosi operatori e dipendenti di Google.

Tra le truffe più frequenti su internet sebbene rientri quella di phishing, questa volta l’attacco è avvenuto diversamente: un banner pop-up in cui veniva mostrato un premio di valore.

Google fittizio ti invia uno smartphone in omaggio: truffa svelata

Può capitare che durante la navigazione su internet, ti appaia un pop-up, nonché un banner pubblicitario che a seconda del sito visitato può essere in tema con i tuoi interessi.

Altre volte invece, gli hacker o la gente che ha voglia di truffare, ne crea altri appositi con lo scopo di incentivarti al click.

L’ultima truffa è stata ben strutturata, infatti ad un certo punto della lettura ti apparirà un messaggio con l’invito a rispondere ad un test e se l’esito sarà positivo ti sarà omaggiato uno degli smartphone: iPhone X, Huawei P20 Pro e Samsung Galaxy S9.

Il peggio arriva dopo: mai inserire i propri dati fiscali

Una volta selezionato lo smartphone desiderato, il sistema ti trasferirà automaticamente in un’altra pagina creata appositamente per derubare i tuoi dati personali.

Dopo la truffa del Galaxy S9 a €1 adesso per incentivare alla selezione dello smartphone, ti fanno credere si esser arrivato su una pagina creata da Google. Ovviamente si tratta di un sito fake, di cui nessuno conosce i proprietari.

A tal proposito ti inviteranno a selezionare e trascrivere i tuoi dati fiscali per poterti inviare il premio. Con una scusa (per esempio delle spese di spedizione) ti inviteranno a inserire un metodo di pagamento.

Qui avviene il raggiro: i tuoi dati personali finiranno in mani sbagliate, senza sapere cosa ne faranno realmente e qualora inserissi la carta di credito, il tuo conto potrebbe svuotarsi in minor tempo.

Dettagli a cui porre maggior attenzione

Chi più chi meno, tutti possiamo esser allettati da un messaggio (soprattutto se leggiamo di Google o altre aziende importanti) in cui ci mostra che siamo stati selezionati per ricevere uno smartphone top di gamma.

Ma poi devi tornare nella realtà e pensare: perché un’azienda, senza un valido motivo dovrebbe omaggiarti un device di elevato costo?

Il consiglio che possiamo darti è quello di fare attenzione alle pagine fake ed evitare di inserire in esse i dati personali. Meglio ancora se non viene generato alcun click, per evitare malware o virus.