Come evitare le Truffe Online da parte di Finte Compagnie Telefoniche

Anche le fittizie compagnie telefoniche rientrano tra i casi più frequenti di truffe online. Da un po’ di tempo i “furbi del web” riescono a racimolare nominativi su internet, per poi procedere al raggiro telefonico.

Infatti dopo aver rubato dati sensibili da internet, successivamente chiamano le potenziali vittime per proporre offerte inesistenti da parte di chi si finge operatore telefonico delle più grandi compagnie: Wind, TIM e altre.

Come avviene il raggiro del truffatore che si finge operatore TIM

Da un po’ di giorni molta gente ha denunciato alla polizia postale, dei casi in cui sono avvenuti delle chiamate sospette. Il raggiro è sempre lo stesso: una telefonata in cui si comunica l’assenza del pagamento dell’ultima bolletta.

Recentemente un signore ha denunciato lo stesso caso, in cui il truffatore che si è finto operatore TIM ha voluto il codice IBAN per verificare la regolarità o meno del pagamento dei clienti.

In quel caso la potenziale vittima avendo capito il possibile raggiro, con una scusa ha detto di chiamare in un secondo momento e nel frattempo ha effettuato una verifica al 187.

Subito dopo l’assistenza tecnica TIM ha riferito e confermato al signore che stava per essere truffato, di aver ricevuto una chiamata da una persona non autorizzata.

I metodi più semplici per evitare la truffa delle compagnie telefoniche inesistenti

Dal momento in cui telefonicamente non vi è alcun mandato o c’è l’impossibilità di sapere con chi si parla al telefono, ecco alcuni consigli per non essere raggirati:

  1. Non fornire mai dati sensibili (nome, cognome, IBAN, codici di contratto ecc).
  2. Assicurati di parlare con una compagnia telefonica autorizzata, per farlo ti basterà chiudere la chiamata e contattare l’assistenza dell’operatore in questione.
  3. Se ti riferiscono di un mancato pagamento, fai una chiamata all’assistenza della compagnia telefonica reale e chiedi a loro la conferma di quanto saputo.

Al giorno d’oggi purtroppo bisogna essere molto diffidenti con chi si incontra per strada, figuriamoci per i contatti che si instaurano attraverso il web.

Ennesima Truffa Online: un anziano di Faenza acquista un Trattore Mai Arrivato

L’ennesima truffa online accade ai danni di un 74enne di Faenza, che dopo aver visionato l’annuncio di un trattore su un sito di annunci molto famoso, si è prestato a pagare la caparra, senza saper più notizie.

Dopo la denuncia ai carabinieri presso la stazione di Faenza e dopo una serie di indagini investigative, i truffatori sono stati individuati e accusati di aggravato furto per non aver concesso i beni dopo il pagamento.

La truffa online del trattore prezzato 3.500€

L’anziano faentino dopo lunghe ricerche sul web, finalmente credeva di aver trovato il trattore che potesse fare al caso suo. Il prezzo tra le altre cose, lo trovò molto interessante: 3.500€ non trattabili.

Così dopo essersi messo in contatto telefonicamente con il venditore (che si svelò un truffatore), data la mola di elevate richieste, il 74enne decise di bloccare il mezzo emettendo una caparra di ben 1.750€.

Tale scelta venne fatta in quanto il venditore dichiarò di essere residente a Imola, ma il mezzo agricolo per motivi personali si trovava a Torino.

Articoli da leggere per tenerti al sicuro: L’applicazione che ti salva dalle truffeLe truffe più diffuse sul web – Come scoprire un truffatore

Il mezzo agricolo che non arrivò mai a destinazione

Dopo gli accordi telefonici, l’anziano di Faenza il giorno successivo ricevette una chiamata, la voce di un uomo che voleva l’indirizzo esatto per portare il trattore a destinazione.

Nessuno si è mai presentato a quell’appuntamento, tutti i numeri telefonici furono disabilitati e solo dopo l’anziano si rese conto del raggiro online subito.

Successivamente la vittima denunciò l’accaduto presso la caserma di via Giuliano de Maiano, fornendo tutti i dati in suo possesso: dai numeri telefonici fino al nominativo dell’intestatario della carta prepagata.

Come le Forze dell’Ordine sono risalite al truffatore

Dopo una serie di accertamenti e controlli informatici, grazie ai registri delle compagnie telefoniche che comunicarono il nominativo del possessore delle schede sim, i carabinieri si resero conto che i truffatori erano due.

Il primo (23 anni di Reggio Calabria) colui che organizzò la truffa a cui era intestato il numero con cui chiamò l’anziano, il secondo (25 anni pregiudicato di Siracusa) a cui era intestata la prepagata utilizzata per la truffa.

I due pregiudicati con precedenti simili di truffa e raggiri su internet, furono immediatamente denunciati.

Inoltre i carabinieri indagano su un terzo sospettato: la sorella di 25 anni del calabrese, in possesso di un’altra prepagata su cui venivano versati soldi sospetti.

I carabinieri consigliano di essere sempre diffidenti nei confronti dei venditori su internet, specialmente se essi tendono a concludere gli affari a distanza.

Sextortion 2018: Nuova Truffa Online, Cos’è e Come Difendersi

In rete da pochi giorni gira l’ennesima truffa, stavolta in forma diversa. il suo nome è Sextortion.

Come si intuisce dal significato, gli hacker ti minacceranno inviandoti una email simile:

Versa 570$ in Bitcoin su questo conto entro 24 ore o invierò ai tuoi contatti un video double-screen in mio possesso che mostra tu che ti masturbi da un lato e dall’altro il preciso filmato porno sul quale lo fai”.

Sextortion: perché la gente può credere a questa email?

Sextortion rientrerà tra le nuove truffe online più diffuse nel 2018, un nuovo modo di minacciare gli utenti e ricevere soldi dagli stessi.

Naturalmente in nessun modo il delinquente online potrà avere un video di te ripreso durante atti osceni.

Molti però abboccano, in quanto nell’email viene spiegato di aver preso possesso di tale materiale a causa di un malware installato sul device della vittima.

A rendere la situazione ancor più credibile è che all’interno del messaggio della posta elettronica, il pirata informatico in alcuni casi scrive nome, cognome e riporta il profilo social della vittima.

Come difendersi da questo tentativo di truffa

Nonostante tutto possa sembrar incredibile, la realtà è ben diversa: i tuoi dati sensibili vengono raccolti dalle società che a sua volta vengono vendute a terze parti, che ne fanno un uso scorretto.

In questo modo è molto semplice che il pirata informatico tenti di raggirare gli utenti con questi metodi scorretti.

Ecco qualche consiglio per non abboccare alla truffa del sextortion:

  1. Non esiste alcun video che ti ritrae in momenti intimi o durante atti impuri;
  2. Non cliccare alcun link (qualora fosse presente) contenuto in queste email;
  3. Non trasferire denaro come ti viene richiesto, questa è pura estorsione;
  4. Cambia la password delle tue e-mail e dei suoi profili social network;
  5. Disiscriviti alle newsletter di siti web che non conosci o ritenuti inaffidabili;

Se seguirai questi consigli, i rischi saranno certamente ridotti. Nessun pirata informatico può entrare in possesso del materiale contenuto sul tuo smartphone o device elettronico a meno che:

  1. Non hai ceduto dati a terzi o fatto l’accesso su siti non ufficiali e senza protocollo di sicurezza Https;
  2. Di recente o in passato hai cliccato un link su una delle tante email di Phishing;
  3. Hai ceduto il tuo dispositivo in mano a gente poco raccomandabile, che ti innescato virus o malware per rubare i tuoi dati e avere il pieno controllo di quest’ultimo;

Viceversa stai certo di poter essere al sicuro.

Basta bufale sulla donazione urgente del sangue a bambini

Oggi più che di una truffa parliamo di una Bufala grande come una casa, i continui messaggi che ci inviano su Facebook dove viene annunciata l’urgenza di sangue per un bambino/a possibilmente malato di qualcosa di molto grave e con pochi giorni di vita.
La stessa Avis nazionale sul proprio profilo Facebook ha lanciare l’allarme sulla diffusione di pericolose bufale che prendono di mira le donazioni di sangue a Bambini affetti dalle più disparate malattie.

 

Questo scempio di catene continua da un bel pò, e quindi troviamo giusta la scena in campo di chi si sta occupando ormai da decenni di sangue in Italia.

Non abbiamo ancora trovato una palese motivazione a chi realizza queste tipo di catene, anche perché non trattandosi di una truffa con ritorno economico, fatichiamo a capire il senso di allarmare cosi una intera popolazione giocando con la salute dei bambini.

Cosa possiamo fare noi per fermare queste stupide catene?

Evitiamo di pubblicare sul nostro profilo queste catene e di inviarle via messaggio ai nostri amici o contatti.
Se vediamo un parente o un caro amico che condivide queste cose fategli presente il messaggio che ha postato l’avis.